|
Con il suo vero nome - Domenica Bertè - incide il
suo primo 45 giri - I miei baci non puoi scordare - a soli
quindici anni. Cantava nelle feste di paese, partecipava a concorsi
per voci nuove. La svolta con l'incontro con Carlo Alberto Rossi e
il contratto con la Jukebox, la sua etichetta discografica. Proprio
per questo disco - in cui viene lanciata come ragazzina yè-yè - è
notata dal settimanale Tuttomusica che la inserisce in un gruppo
chiamato La greffa. Ma, dopo una cover di un successo
inglese, In summer, è grazie alla sua terza produzione, Il
magone (1964), che ottiene i primi veri consensi. Viene invitata
a partecipare come ospite giovane allo show televisivo Teatro
10 condotto da Lelio Luttazzi, dove interpreta un motivo divertente,
E adesso che abbiamo litigato. Tuttavia dopo questo ottimo
esordio, di lei si perdono le tracce fino al 1971. Ovvero fino alla
partecipazione al primo Festival d'avanguardia e nuove tendenze di
Viareggio dove, accompagnata dal suo gruppo La macchina, vince
cantando Padre davvero, un brano anticonformista e
dissacratorio. È così che nasce, ad opera di Alberico Crocetta,
scopritore e produttore di talenti, il primo album - Oltre la
collina, tra gli autori figura anche Claudio
Baglioni - di Mia Martini che nel frattempo ha
abbandonato il suo nome di nascita.
Nell'aprile del 1972, scaduto il contratto con la Rca, Mia Martini
passa alla Ricordi e incide Piccolo uomo, frutto della sua
collaborazione con Bruno Lauzi. Il disco rimane per cinque mesi ai
primi posti delle classifiche nazionali, vince l'edizione del
Festivalbar (il bis di Mia nel 1973 con il singolo Minuetto,
scritto da Franco Califano), diventa un successo anche in Francia,
Spagna e America latina. Nell'autunno dello stesso anno partecipa
alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia, con Donna
sola, e incide un nuovo album, Il giorno dopo (contiene Ma
quale amore di Antonello
Venditti, la cover di Your song di Elton
John e Signora di Jean Manuel Serrat,
tradotta da Paolo
Limiti).
Per Mia Martini è un momento d'oro: vince la Gondola d'oro
di Venezia per le vendite del disco Donna sola, poi il
referendum di Sorrisi e canzoni come miglior cantante donna
dell'anno e il Premio della critica europea a Palma de Majorca. Ed
è proprio in Spagna che la cantante inizia una stretta
collaborazione con Charles Aznavour che dura tre anni e che culmina
nel 1977 in un tour trionfale.
In questo periodo pubblica altri due album: Sensi e controsensi
e Un altro giorno per me. Nel 1975 è presente al Festivalbar
con Donna con te. L'anno seguente esce Per amarti, in
cui Mia è accompagnata da musicisti del calibro di Tullio
De Piscopo, Ivano Fossati e Ruggero Cini. Nel 1977 è la vedette
del Festival di Tokio e nel 1982 è per la prima volta a Sanremo
con una canzone di Fossati,
E non finisce mica il cielo, aggiudicandosi il premio come
miglior interprete. Ma in riviera Mia Martini partecipa anche altre
tre volte. Nell'86 con Almeno tu nell'universo, brano scritto
ancora da Bruno Lauzi, nel 1990 con La nevicata del '56 e nel
1992 - quando arriva seconda alle spalle di Luca Barbarossa -
con Gli uomini non cambiano. Sono le sue ultime
partecipazioni: Mia Martini muore a Milano nel maggio 1995.
|